Eccellenza,
mi sento in dovere di mandarLe questo messaggio al fine di meglio vivere questi nostri tempi, così impostati nel materialismo e nell’edonismo. Molte anime si sentono pertanto sbandate e cercano appigli sicuri per non vacillare. È proprio in tale ottica che Le scrivo, al fine di poter contribuire affinché la Chiesa di Pietro diventi un approdo sicuro per i numerosi pellegrini. La esorto a considerare seriamente tale messaggio, perchè il “clero” possa così vivere, anche con l’aiuto di noi laici che portiamo impressa l’impronta divina, quei princìpi evangelici che spesso sembrano lontani e dimenticati. Le chiedo pertanto di leggere queste righe allontanando eventuali pregiudizi e schemi predefiniti, ma di appellarsi al linguaggio universale dell’“ANIMA”.
In questo momento così grave per l’umanità, in cui si rispecchia il tempo dell’Apocalisse (rivelazione), ed i segni in cielo e in terra si manifestano, i “detentori della verità” tentano di mettere il bavaglio a coloro che annunciano il ritorno di Gesù, ma così non è per tutti.
Questi con grande coraggio annunciano per le vie dell’etere e con ogni mezzo possibile la verità nascosta alle coscienze dormienti. Di cosa ha paura la gerarchia? Della brutta figura che farebbe di fronte alla storia se per caso prendesse un’altra gaffe. Non sarebbe mai peggior di quella che sta facendo con le sue inibizioni, con la sua abulia, con il suo assenteismo, con il suo lassismo, con il suo tacito consenso a tutte le aberrazioni, perché è ben vero che chi tace acconsente. Cerca di schermare tutto questo dietro il paravento della “prudenza” e intanto, per colpa di questa prudenza, satana governa il mondo. Cos’ha finora fatto la gerarchia per fermarlo mentre il male dilaga paurosamente in ogni settore della vita? Simposi, tavole rotonde…..si, di queste se ne sono fatte tante, ma che cosa di concreto ne è venuto fuori? Quale decreto è stato promulgato a difesa della verità? Quale contro veleno s’é adoperato per neutralizzare gli acidi corrosivi che da ogni parte intaccano la chiesa vera? Prudenza!.... E intanto va a catafascio l’intera umanità.
Dicono i Vescovi: “dateci tempo (decenni o magari secoli) perché possiamo capire bene le cose e poi dare la parola definitiva senza commettere sbagli” (perché questa è la cosa più importante, che i Vescovi non facciano cattiva figura). Così, seduti pesantemente sul basamento della millenaria storia della chiesa non s’avvedono che davanti a loro il tempo precipita e che non ne resta nemmeno quanto è sufficiente a scrivere un altro decennio di storia. E mentre loro si credono in diritto di prendersela comoda, palleggiandosi le responsabilità e le decisioni da prendere da un convegno all’altro, il diavolo galoppa all’impazzata facendo stragi di anime.
Ma cosa aspettano quelli che si sentono ancora animo di pastori a piazzarsi a braccia aperte sul ciglio del burrone per arrestare il gregge prima che vi precipiti? Iddio ha messo loro in mano l’ultimo strumento per la salvezza: i Messaggeri degli ultimi tempi, ma il clero li evita come qualcosa che scotta. Dicono che non possono appoggiarli finché non ne vedono i frutti (ma quando li vedranno sarà troppo tardi). I vescovi dovrebbero ascoltarli, fare certamente un discernimento su ciò che ricevono, “gli spetta di diritto”, ma lo facciano una buona volta! Parlano di attesa paziente, di esperienze del passato e non s’accorgono dell’anacronismo insito in queste parole.
Chi può confrontare il mondo di oggi con quello del passato? Come possiamo permetterci le attese pazienti di decenni o più, quando tutto precipita vertiginosamente e nel breve giro di pochi giorni ogni conquista e ogni esperienza è sorpassata e superata da un’altra? Dicono che “attendono umilmente i segni delle Spirito”. S’aspettano forse che scenda a bruciar loro la “chierica” in lingue di fuoco? Non s’accorgono che ormai è tutto un fiammeggiare intorno a noi? Certo ci si può chiedere se non siano fiamme d’inferno, ma come fanno a capirlo se non ci mettono il naso per sentire se puzzano di zolfo? Il soprannaturale sconcerta, certo, ma è il linguaggio di Dio e gli uomini di Dio dovrebbero comprenderlo.
So che nel passato la gerarchia ha preferito camminare “su una via più modesta, più normale, più semplice, più discreta”, oggi non può più farlo, è Dio stesso che la costringe a prendere altre strade. Non si rendono conto i Signori Vescovi che siamo arrivati ai tempi profetizzati di Gioele? E che s’appresta “il grande terribile giorno del Signore”? Perché proprio essi non l’avvertono, mentre una buona parte di umanità lo sente? Voglia Dio aprire loro gli occhi prima che sia troppo tardi, perché i buoni cristiani, continueranno si, a stare attaccati alla Gerarchia “come la carne all’osso”, ma davanti a Dio dovrà poi rispondere la Gerarchia se tutta questa carne andrà in cancrena. Nessuno ha il diritto di starsene nella attesa paziente, quando da tutte le parti incalza lo Spirito Santo che è dinamismo e urgenza.
Che ha fatto Maria Santissima non appena lo Spirito Santo ha concepito in Lei? Non è rimasta mica pazientemente “in attesa” per nove mesi, come si dice di ogni donna incinta. Ha sentito che doveva “fare qualche cosa” e se n’è andata attraverso i monti della Galilea dalla cugina Elisabetta per portarle il grande annuncio e lavorare con lei. Penso che non dovette essere stato un viaggio di piacere. Animo, dunque, rimboccatevi le maniche e “fate anche voi qualcosa” Eccellentissimi Vescovi, perché non accada che, per evitare un errore, abbiate a commettere il più grosso di tutta la vostra storia.
Chi vi scrive è prima di tutto una messaggera di Dio, ma anche una madre, una donna, una sorella in Cristo che vede ogni giorno affievolirsi la fede nell’animo dei propri figli, che vede serpeggiare tra gli adolescenti il più agghiacciante razionalismo che si sia mai dato di constatare e tutto questo per colpa di coloro che della fede dovrebbero essere i depositari e i maestri. Mi metto quindi a disposizione e offro il mio contributo per il risveglio di tutte le anime dormienti di questi ultimi tempi e ritengo che un incontro privato sia doveroso, affinché si possa parlare “senza veli”, perché i tempi incalzano e la venuta di Gesù è imminente
Adriana


